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Fisioterapia

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Indice terapie manuali

1 - Massaggio connettivale

2 - Massaggio miofasciale

3 - Massaggio Rolfing

4 - Massaggio trasversale profondo (Cyriax)

5 - Massaggio decontratturante

6 - Massoterapia

7 - Linfodrenaggio manuale, generale e distrettuale

8 - Pompage

9 - Kinesiterapia attiva e passiva

10 - Potenziamento muscolare con macchine isotoniche

11 - Riabilitazione post-chirurgica

12 - Riabilitazione del piede piatto pronato

13 - Rieducazione Posturale Globale RPG (Mezieres, metodo Souchard, campo chiuso)

14 - Riabilitazione propriocettiva articolare

15 - Riabilitazione vestibolare con apparecchio stabilometrico

16 - Tecniche McKenzie

17 - Back School

18 - Ginnastica correttiva

19 - Riabilitazione funzionale

20 - Taping neuromuscolare

 

Indice terapie strumentali

21 - Crioterapia

22 - Laserterapia

23 - Ultrasuoni

24 - Inter X 5002 neurostimolazione interattiva

25 - Tecarterapia

26 - Elettroporazione

Le terapie manuali

1 - Massaggio connettivale

 

Agisce sul sistema connettivo, ovvero il sistema che provvede al collegamento, al sostegno e al nutrimento dei tessuti dei vari organi del nostro corpo.

Si tratta di una tecnica di massaggio che interagisce con gli strati profondi dei tessuti, dove si accumulano le tossine a seguito della pressione e dello stress a cui viene sottoposto costantemente il nostro corpo. Lo scopo del massaggio connettivale è stimolare la circolazione a livello locale, portando così maggior ossigeno alla parte trattata.

2 - Massaggio miofasciale

 

È una tecnica di manipolazione che ha lo scopo di alleviare i dolori muscolari e incrementare la mobilità delle articolazioni e la sensazione di scioltezza, ridando equilibrio a tutto il corpo.

Incidenti, stress, traumi, sovraccarico e posture scorrette possono infatti causare una contrazione delle fasce: il massaggio miofasciale aumenta l'apporto ematico, migliora il deflusso venoso e linfatico, restituisce scorrevolezza ai tessuti con conseguente attenuazione della sensazione di rigidità e di dolore articolare.

3 - Massaggio Rolfing

 

La tecnica di massaggio chiamata Rolfing® è una forma di massaggio decontratturante miofasciale, desunta dal bagaglio più ampio del metodo Rolfing®, che, tramite l’utilizzo di pressioni prolungate e profonde esercitate da dita, nocche e parte piatta del gomito, si pone l’obiettivo di sciogliere le contratture muscolari e normalizzare le tensioni delle fibre della fascia, cioè quel tessuto che avvolge e compenetra muscoli e visceri. Si tratta quindi di una tecnica di massaggio decontratturante molto profondo, dagli ottimi risultati in termini di efficacia e rapidità di effetto.

 

4 - Massaggio trasversale profondo (Cyriax)

 

È un massaggio traverso profondo indicato nelle lesioni muscolari, tendinee e legamentose. La sua tecnica provoca un’analgesia temporanea e consiste nel muovere l’interno della struttura affetta per evitare la formazione di aderenze o per distruggere quelle già esistenti.

 

5 - Massaggio decontratturante

 

Consiste in manovre di pressione pura e manipolazione profonda. Permette al fisioterapista di sciogliere le tensioni e le contratture agendo direttamente sulle fibre muscolari.

Può accadere infatti che, in seguito a cause diverse come per esempio uno sforzo, un trauma, una postura alterata o il riflesso a uno stimolo doloroso, un muscolo metta in tensione le sue fibre in una sorta di “posizione di difesa” e che alcune di esse non ritornino autonomamente in una situazione di riposo, ma rimangano in una fase di costante accorciamento, definito come “contrattura”, a sua volta responsabile di sensazioni dolorose e di maggiore tensione. In questi casi, il massaggio decontratturante, in modo più specifico e rapido rispetto ad altre forme di massaggio, rilassa meccanicamente le fibre muscolari contratte e, agendo sull’innalzamento della soglia del dolore, fa in modo che il muscolo non ritorni in situazioni di tensione una volta che il trattamento è terminato.

6 - Massoterapia

È quell’insieme di tecniche e manovre manuali che, effettuate in modo sistematico e scientifico su determinati tessuti e zone corporee, riducono le tensioni e gli affaticamenti muscolari, leniscono il dolore, favoriscono la circolazione sanguigna e linfatica, influenzano positivamente il sistema nervoso e, in generale, migliorano il benessere fisico e psicologico di una persona. 

 

7 -Linfodrenaggio manuale, generale e distrettuale

 

Il linfodrenaggio manuale viene utilizzato per risolvere gli edemi e come prevenzione, oltre che per contrastare la cellulite e la ritenzione idrica. Consiste in un massaggio che, attraverso particolari manovre, consente di ripristinare o accelerare la circolazione della linfa, il liquido che scorre nei vasi linfatici. Considerata una fonte di salute molto preziosa, la linfa contiene al proprio interno i linfociti, responsabili della formazione di anticorpi e della difesa dell’organismo contro virus, batteri e infezioni.

Il segreto del linfodrenaggio manuale è legato principalmente ai movimenti ritmici delle mani che, attraverso tocchi, pressioni e movimenti circolari, modificano la pressione dei tessuti permettendo una migliore circolazione della linfa.

 

8 - Pompage

 

I pompage sono manovre di terapia manuale che consistono in trazioni lente, graduali e progressive delle strutture miofasciali e articolari. Si tratta di movimenti ritmici e regolari, che fanno passare un segmento dallo stato di tensione a uno stato di rilasciamento e viceversa. Viene utilizzato soprattutto nei trattamenti che interessano il comparto cervicale.

 

9 - Kinesiterapia attiva e passiva

 

La kinesiterapia, alla lettera “terapia del movimento” (dal greco “kinesis”), è una terapia manipolativa mirata alla rieducazione funzionale.

Esistono due tipi di kinesiterapia: la forma attiva e la forma passiva. Nel primo caso, il paziente esegue lui stesso gli esercizi terapeutici; nel secondo, il paziente subisce in modo passivo le manipolazioni e i trattamenti dell'operatore.

Kinesiterapia attiva e passiva si integrano l’una con l’altra insieme a molte altre tecniche e strumentazioni, con il fine ultimo di raggiungere il completo recupero funzionale della struttura interessata.

La kinesiterapia è molto utilizzata in ambito fisioterapico e trova applicazione in tutti quei casi in cui ci sono limitazioni di movimento e di elasticità, oltre che squilibrio nelle strutture muscolo scheletriche.

È inoltre molto indicata in caso di eventi traumatici come fratture, lussazioni, lesioni legamentose e muscolari, e trova grande applicazione dopo interventi chirurgici come per esempio le protesi d'anca e le ricostruzioni legamentose e capsulari di spalla. Viene inoltre utilizzata anche in caso di patologie reumatiche e del sistema nervoso.

10 - Potenziamento muscolare con macchine isotoniche

La palestra del Centro Salus di Reggio Emilia è attrezzata con macchine isotoniche (leg extension, leg press, Kinesis Personal-Technogym), aerobiche (bike, run, step), piccoli attrezzi, fit ball e Pancafit®.

Il potenziamento muscolare con macchine isotoniche è finalizzato al miglioramento e al consolidamento della forza e della resistenza muscolare. Si rivolge all’allenamento di specifici gruppi muscolari e si serve di macchine che utilizzano un movimento guidato dei pesi.

Le macchine isotoniche, insieme ad altri attrezzi ed esercizi mirati, sono usate anche per il recupero della postura corretta. In modo particolare, Pancafit® e Kinesis Personal costituiscono attrezzi molto specifici per l’attività di rieducazione funzionale e posturale:

 

Pancafit® è un attrezzo finalizzato al riequilibrio della postura che agisce sulla globalità delle catene, restituendo libertà e benessere a tutto il corpo. Si basa sul principio dell’allungamento globale decompensato: un allungamento muscolare eseguito in postura corretta e senza permettere compensi, cioè quei meccanismi antalgici che il corpo mette in atto per sfuggire alle tensioni e ai disagi che ritiene non graditi. Il trattamento prevede inoltre l’utilizzo di tecniche respiratorie per sbloccare il diaframma. Grazie alla sua azione sulle tensioni e sulle rigidità muscolari, Pancafit® riesce ad agire positivamente, in modo indiretto, nei confronti delle seguenti patologie:

  • blocchi respiratori

  • stasi venose e linfatiche

  • ipotonie muscolari

  • algie in genere

  • cefalee mio-tensive

  • artrosi all’anca

  • artrosi cervicale

  • artrosi lombare

  • artrosi al ginocchio

  • alluce valgo

  • cervicalgia

  • ernie discali

  • ernia iatale

  • formicolii

  • lombalgie/mal di schiena

  • lombo-sciatalgie

  • parestesie

  • protrusioni

  • tunnel carpale

 

Inoltre, questo metodo permette di agire su tutti gli apparati che hanno relazione con la postura: articolazione temporo-mandibolare e denti, occhi e funzione visiva, sistema cutaneo e cicatrici reattive, sistema podalico e patologie del piede.

 

Kinesis Personal è un attrezzo ginnico, dotato di un sistema di cavi, finalizzato a sviluppare le abilità motorie fondamentali: resistenza, equilibrio, forza e flessibilità.

Basato sul brevetto FullGravity™, Kinesis Personal consente di eseguire in modo libero e piacevole sia semplici esercizi che movimenti combinati, e di allenare muscoli diversi cambiando solamente la posizione di lavoro. Inoltre, grazie alla spalliera di cui è dotato, permette anche l’esecuzione di un buon numero di esercizi per lo stretching. Kinesis Personal è particolarmente indicato per:

  • controllo della postura

  • miglioramento della forza, della resistenza e della flessibilità

  • allenamento naturale

  • allenamento a basso carico articolare

  • riabilitazione del corpo a seguito di infortuni o traumi

 

11 - Riabilitazione post-chirurgica

 

La riabilitazione post-chirurgica è di fondamentale importanza per ridurre i tempi di guarigione, massimizzare il risultato raggiunto dall’intervento chirurgico e permettere quindi di ottimizzare il recupero funzionale della persona necessario per il ritorno alle proprie attività.

 

Obiettivi e fasi della riabilitazione post-chirurgica:

  • diminuzione del dolore e controllo dell’infiammazione (molto frequenti nel primo periodo post-operatorio): per controllare il dolore e lo stato dell’infiammazione, il fisioterapista si può avvalere di strumenti di terapia fisica strumentale (tecarterapia, interix, laserterapia, crioterapia) integrando il trattamento con tecniche manuali antalgiche o di massaggio drenante, mirate a stimolare i processi riparativi dei tessuti coinvolti;

  • recupero del movimento attraverso tecniche di terapia manuale, stretching e mobilizzazioni articolari per un progressivo recupero dell’elasticità dei tessuti e della mobilità articolare;

  • rieducazione al movimento e recupero della forza attraverso esercizi attivi ad intensità e carico progressivo (gravità, elastici, pesi, corpo libero) volti a garantire una miglior stabilizzazione articolare, il recupero del movimento attivo e una maggior resistenza allo sforzo. Si utilizzano anche superfici instabili per allenare la propriocettività, utile a migliore il controllo e la coordinazione del movimento, e quindi molto importante per un recupero funzionale completo. L’intensità e la progressione dell’esercizio varieranno in base alla condizione del paziente e alla differente richiesta funzionale (età, hobby, sport, lavoro).

 

 

12 - Riabilitazione del piede piatto pronato

 

Si parla di piatto pronato quando il piede è caratterizzato da un’arcata plantare ridotta, rispetto alla forma fisiologicamente corretta, e alla conseguente spinta verso l’esterno del tallone.

La riabilitazione del piede piatto pronato serve a stimolare il piede attraverso vari esercizi e percorsi specifici a seconda dell’età del bambino.

Si tratta di esercizi molto semplici e proposti sotto forma di gioco, che sollecitano le reazioni propriocettive del piede, migliorando il tono dei muscoli cavizzanti (peroneo  lungo e corto, tibiale posteriore e flessori delle dita  e dell’alluce).

 

13 - Rieducazione Posturale Globale RPG
(Mezieres, metodo Souchard, campo chiuso)

La Rieducazione Posturale Globale (RPG) è una tecnica di mobilizzazione che permette di armonizzare e riequilibrare l’apparato muscolo-scheletrico attraverso la distensione di tutte le catene muscolari innaturalmente irrigidite.

È indicata nei paramorfismi e dimorfismi, ovvero nelle alterazioni e nei mutamenti di sviluppo e assestamento strutturale, dell’apparato locomotore e della colonna vertebrale in particolare. Si rivolge pertanto alla cura e alla prevenzione di lombalgie, dorsalgie, cervicalgie, sciatalgie, rachialgie, sacroileiti, scoliosi e artralgie in genere. La RPG opera attraverso diverse posture correttive tese a indurre una contrazione isometrica eccentrica, un  tipo di contrazione che permette il recupero della totale elasticità del muscolo e aumenta l’utilizzo delle unità motorie muscolari (sarcomeri), in modo da regolare i disequilibri muscolo-scheletrici e da alleviare i dolori che ne derivano. 

14 - Riabilitazione propriocettiva articolare

 

La rieducazione propriocettiva è una riprogrammazione neuro-motoria ottenuta attraverso specifiche

stimolazioni rivolte all'intero sistema neuro-motorio.

In caso di trauma, le lesioni anatomiche interessano anche i recettori sensoriali, con la conseguente alterazione dei meccanismi propriocettivi, ossia della “lettura” dello spazio circostante, da parte dei recettori e della trasmissione delle informazioni alle strutture nervose centrali. Ne consegue una carenza e una distorsione della coscienza della posizione nello spazio delle varie parti del corpo e della loro coordinazione nel movimento.

La tecnica di rieducazione propriocettiva consiste in una continua stimolazione dei recettori periferici e in specifiche sollecitazioni articolari destabilizzanti attraverso le quali vengono attivati i circuiti nervosi propriocettivi. Rieducare i riflessi propriocettivi risulta fondamentale, oltre che per fini riabilitativi, anche per le performance sportive e come prevenzione in generale. Essa pertanto andrebbe sempre inserita in un programma di esercizio fisico. In particolare, la riabilitazione propriocettiva è utile:

1. nella riabilitazione post-traumatica, sia per il recupero di semplici distorsioni legamentose, con relativa instabilità capsulo-legamentosa, che per traumi di entità più seria

2. nella riabilitazione neurosensoriale o psicomotoria, per i soggetti che hanno fondamentalmente una difficoltà nell'organizzazione motoria dovuta a carenze percettive di natura cinestesica e/o a un’incapacità nell'elaborare i dati provenienti dal canale visivo

3. nella neuroriabilitazione in età geriatrica, in pazienti affetti da emiplegia, potenziando e ampliando notevolmente l'esercizio terapeutico

4. nella prevenzione in ambito sportivo, evitando possibili recidive di infortuni che possono prolungare ulteriormente l'inattività dell'atleta

15 - Riabilitazione vestibolare con apparecchio stabilometrico

 

La rieducazione vestibolare è rivolta a indurre nel paziente un compenso al disturbo di equilibrio qualora esso non sia stato raggiunto in modo spontaneo. A tal fine, si sfruttano i sistemi sensoriali integri del paziente, principalmente quelli visivo e propriocettivo, utilizzando strategie adattative, sostitutive o di abitudine. La riabilitazione è preceduta e accompagnata dall’esame posturale con pedana stabilometrica, che permette di:

  • riconoscere il disturbo di equilibrio e valutarne la gravità

  • fare una diagnosi funzionale differenziale, capire cioè se si tratta di un disturbo prevalentemente visivo, vestibolare, occlusale, ecc.

  • monitorare le terapie riabilitative

  • stabilire e misurare disturbi riferibili a colpi di frusta o altre cause nelle valutazioni medico-legali

 

16 - Tecniche McKenzie

 

È un sistema di diagnosi e di trattamento dei dolori del collo e della schiena, specifico sull’ernia del disco, sviluppato da Robin McKenzie, fisioterapista neozelandese di fama mondiale.

Il metodo McKenzie si basa sul mantenimento di posture corrette e sull’esecuzione di esercizi specifici per trattare le forme di dolore alla schiena e al collo provocate da cause di tipo meccanico, ovvero legate al mantenimento di posture scorrette o all’esecuzione di movimenti dannosi.

Questi esercizi vengono calibrati e studiati in base al quadro clinico di ogni singolo paziente, poiché i problemi meccanici che provocano il mal di schiena variano da individuo a individuo. Gli esercizi, se eseguiti correttamente, portano a poco a poco una sensibile diminuzione del dolore e il suo graduale spostamento dalle zone più “periferiche” del corpo alla colonna vertebrale, fino alla sua scomparsa.

Il metodo McKenzie punta sul coinvolgimento e la partecipazione attiva del paziente per la risoluzione dell’episodio in corso, oltre a fornirgli i mezzi per prevenire le ricadute. Un programma di auto-trattamento mirato sul suo stile di vita metterà infatti il paziente nelle condizioni di controllare e trattare il proprio dolore con sicurezza ed efficacia, consentendo in tempi rapidi la sua indipendenza dalla figura del terapista.

 

17 - Back School

 

Con questa forma terapeutica si intende prevenire e curare qualsiasi tipo di dolore derivante dalle numerose patologie che possono insorgere a carico della colonna vertebrale. L’intervento consiste in una serie di esercizi mirati e personalizzati sul singolo individuo finalizzati a condurre alla guarigione o a consentire al paziente di convivere con il proprio disturbo nel modo più sereno possibile.

 

18 - Ginnastica correttiva

 

È una ginnastica di prevenzione e correzione di atteggiamenti e patologie dell’apparato osteo-articolare e locomotore. Consiste nel recupero di posture corrette attraverso un programma di esercizi personalizzati. Il suo intento è migliorare e correggere i paramorfismi, ovvero le alterazioni di sviluppo e assestamento strutturale, acquisiti e non congeniti.

 

19 - Riabilitazione funzionale

 

La riabilitazione funzionale è la fase del percorso riabilitativo necessaria a risolvere attivamente deficit motori o funzionali che possono derivare da:

  • un intervento chirurgico (riabilitazione post-chirurgica)

  • un trauma

  • patologie da sovraccarico funzionale (tendini, ossa, cartilagini)

  • patologie croniche

  • alterazioni posturali

Lo scopo di questo percorso è educare nuovamente i muscoli o le articolazioni a lavorare in maniera corretta ed evitare così eccessivi stress o rigidità che sono spesso all’origine delle più comuni problematiche. Dopo una valutazione funzionale da parte del fisioterapista, si procederà a impostare una serie di esercizi mirati a risolvere il disturbo, ripristinando il corretto carico, la coordinazione, la forza e il movimento in maniera graduale e progressiva. La progressione dell’esercizio è tarata sulle richieste funzionali della persona (lavoro, sport, hobby) per permettere il ritorno alle proprie attività in sicurezza e prevenendo eventuali sovraccarichi.

A seconda della presenza di dolore o stati infiammatori, la rieducazione motoria può essere associata o integrata con terapie fisiche strumentali o terapia manuale durante la stessa seduta per ottimizzare il recupero funzionale.

 

20 - Taping neuromuscolare

 

Si tratta di una tecnica correttiva meccanica e sensoriale che si basa sull'utilizzo di particolari nastri per bendaggi adesivi ed elastici, non contenenti farmaci. Utile sia come strumento terapeutico che come prevenzione, il suo scopo è favorire una migliore circolazione sanguigna e linfatica nell'area da trattare.

Il taping neuromuscolare è indicato come:

  • trattamento di danni muscolari da sport e non (stiramenti, prevenzione di crampi, fasciti, ecc.)

  • potenziamento del muscolo debole

  • trattamento dell'edema e gestione del dolore

  • infiammazioni e rigidità articolari

  • affaticamento muscolare

  • supporto della correzione dell'atteggiamento posturale

  • postumi di traumi

  • problemi tendinei o articolari ( tendiniti, sovraccarico dei menischi)

Le terapie strumentali

21 - Crioterapia

 

La crioterapia è un trattamento molto efficace che consiste nell’utilizzo localizzato del freddo e che trova largo impiego per la cura di alcune condizioni estetiche e mediche. Può essere utilizzata in alternativa a metodiche assai più invasive e dolorose, si serve dell’azoto liquido, un gas assai versatile e capace di raggiungere i 196°C sotto lo zero. Applicato sulla pelle, l’azoto allo stato liquido è in grado di congelare istantaneamente la lesione o l’inestetismo da trattare.

 

Come agisce la crioterapia

La crioterapia produce numerosi effetti. A livello vascolare essa determina un miglioramento della circolazione sanguigna, grazie alle sue proprietà di vasocostrizione cui segue una vasodilatazione riflessa da parte del corpo, come forma di difesa contro l'eccessivo raffreddamento. La crioterapia, d'altra parte, gioca anche un ruolo sul piano metabolico: essa, infatti, rallenta il metabolismo tissutale in quanto agisce sulle reazioni metabolico-biochimiche. Infine va detto che questo trattamento contribuisce anche al rilassamento e alla distensione della muscolatura. Una breve applicazione di freddo nell’area interessata dal trattamento, infatti, produce un significativo miglioramento del tono muscolare.

 

Come funziona

L’efficacia della crioterapia è dovuta al fatto che essa determina un rapido e significativo abbassamento della temperatura della lesione cutanea, mediante applicazione dell’azoto liquido. Questa circostanza determina la dissoluzione delle lesioni sottoposte a trattamento, salvaguardando nel contempo le cellule sane. In questo modo si ottiene un graduale processo di guarigione della lesione, senza traumatizzare la pelle e senza produrre inestetismi di sorta a livello cutaneo. L’azoto è un gas inodore, incolore e del tutto innocuo che viene applicato allo stato liquido e si eroga attraverso dispositivi di varie dimensioni, in base a quanto previsto dal programma terapeutico adottato. La durata dei trattamenti di crioterapia è determinata dall’obiettivo che si intende perseguire e dall’entità del disturbo che si vuole curare o dell’inestetismo che si intende ridurre.

 

22 - Laserterapia

 

La laserterapia (Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation, amplificazione di luce attraverso l’emissione stimolata di radiazione), è una terapia fisica che, impiegando il laser, può influenzare diversi meccanismi biologici del corpo, in maniera poco invasiva e precisa.

 

In che modo

  • Riscalda il tessuto, per un sollievo immediato da dolore e rigidità localizzati a livello articolare o muscolare con effetto antidolorifico

  • Stimola la funzionalità vascolare locale, per rilassare la muscolatura e aiutare a ridurre infiammazione, edema e sintomatologia dolorosa con effetto antinfiammatorio

  • Promuove il metabolismo cellulare, per stimolare i processi di riparazione tissutale e ripristino funzionale in caso di lesioni muscolari che non possono essere risolte chirurgicamente

La laserterapia può essere eseguita da diverse categorie di persone che operano in ambito sanitario: chirurgo vascolare, cardiologo, chirurgo generale, dermatologo e venereologo, fisiatria, ginecologo, medico estetico, odontoiatra, fisioterapista, medico riabilitativo, oculista, a seconda delle esigenze e del problema che occorre risolvere. L’impiego della laserterapia è tecnicamente semplice e parzialmente indolore, il paziente, infatti percepisce solo una leggera ondata di calore sulla parte trattata.

L’applicatore del laser viene appoggiato sulla parte da trattare, mentre il paziente è seduto o disteso sul lettino. Il numero e la frequenza delle sedute da effettuare vengono decisi in base alla problematica da trattare. Una seduta dura in genere dai 10 ai 20 minuti, ma occorre distinguere caso per caso.

 

23 - Ultrasuoni

Questa terapia ricorre alle onde sonore per ottenere un’azione anti-infiammatoria su numerose patologie osteoarticolari e tendinee.

24 - Inter X 5002 neurostimolazione interattiva

 

L'interX è uno strumento che utilizza la neurostimolazione interattiva, che aiuta ad attivare con grande efficacia i sistemi di auto guarigione dell’organismo in presenza di patologie acute, croniche e croniche riacutizzate, portando un immediato sollievo al dolore, un’effettiva attenuazione dei processi infiammatori e una notevole riduzione dei tempi di recupero.

 

25 - Tecarterapia

La tecarterapia® (detta anche Tecar® o Human Tecar®) è uno strumento terapeutico e riabilitativo che consente lo spostamento di energia biocompatibile direttamente all’interno dei tessuti biologici, ottenendo il ripristino della normale condizione fisiologica dei tessuti e attivando i naturali processi antidolorifici, riparativi e antiinfiammatori.

Partendo dalla constatazione che ogni patologia osteo-articolare e dei tessuti molli rallenta e modifica i processi biologici che stanno alla base della riparazione del danno subito, la Tecarterapia® sfrutta lo spostamento delle cariche elettriche già presenti all’interno del corpo umano per produrre una “ipertermia endogena”, ovvero un aumento della temperatura direttamente all’interno dei tessuti. All’aumento della temperatura così ottenuto corrispondono diversi possibili effetti biologici, tra i quali la riduzione della sintomatologia dolorosa, il miglioramento dell’elasticità e della mobilità a livello muscolare e articolare, un aumento dell’afflusso di sangue anche in profondità, un miglioramento della circolazione linfatica.

Grazie alla possibilità di agire direttamente all’interno dei tessuti del nostro corpo, senza quindi la dispersione di energia e di calore che rappresenta il principale limite di molte altre forme di terapia fisica, la Tecarterapia® si configura come una delle terapie a più alto indice di efficienza, con tempi di trattamento ridotti e risultati rapidi e stabili.

In termini pratici, una seduta di Tecarterapia® consiste in un trattamento manuale molto simile al massaggio, quindi particolarmente piacevole e rilassante, a cui si accompagna generalmente una sensazione di calore di entità variabile in base all’effetto desiderato. La durata complessiva di ogni seduta è di circa 30 minuti, per un numero di sedute generalmente variabile da 5 a 10. 

Le indicazioni alla Tecarterapia® sono numerose. Fra le patologie o le condizioni nelle quali si sono ottenuti i risultati migliori vi sono le lesioni traumatiche di tipo acuto, i postumi di fratture, i deficit articolari, l'epicondilite, la sindrome della cuffia dei rotatori, la tendinite rotulea, la cisti di Baker, la fascite plantare, la metatarsalgia, la tendinite dell'achilleo, la gonartrosi, la rizoartrosi, la coxartrosi e le coxalgie, la cervicalgia e la cervicobrachialgia, la lombosciatalgia, la sindrome del tunnel carpale, le artropatie da patologie autoimmuni.

Dott.ssa Francesca Girasole

Dott. Federico Mazzoni

Dott.ssa Rita Nizzoli

Dott. Luca Pellati

26 - Elettroporazione

L'elettroporazione è una metodica strumentale innovativa ed efficace che permette di veicolare localmente in maniera indolore i nostri principi attivi biologici per via transcutanea con il supporto dei nostri gel B e gel T. 

Come agisce l'elettroporazione

L’elettroporazione utilizza impulsi elettrici ad alta tensione per una durata molto breve per aumentare la permeabilità della pelle al principio attivo e consentire un miglior assorbimento.

A cosa serve

In campo medico, l’elettroporazione viene sfruttata:

  • con il nome di elettrochemioterapia per somministrare agenti antitumorali per via intracellulare, al fine di trattare i tumori localizzati nella pelle;

  • con il nome di elettrotrasferimento genico per somministrare, ad esempio, geni codificanti per proteine mancanti, carenti o utili per uccidere tumori, combattere infezioni ecc.

L’elettroporazione può essere innocua e reversibile (come quella utilizzata nel trasferimento genico e nel rilascio di farmaci migliorati).

1 - Massaggio connettivale
2 - Massaggio miofasciale
3 - Massaggio Rolfing
4 - Massaggio trasversale
6 - Massoterapia
5 - Massaggio decontratturante
7 -Linfodrenaggio
8 - Pompage
9 - kinesi
10 - Potenziamento muscolare
11 - Riabilitazione post-chirurgica
12 - Riabilitazione piede
13 - Rieducazione Posturale
14 - Riabilitazione propriocettiva
15 - Riabilitazione vestibolare
16 - Tecniche McKenzie
17 - Back School
18 - Ginnastica correttiva
20 - Taping
19 - Riabilitazione funzionale
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26 Elettroporazione
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