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Training autogeno, la tecnica di rilassamento per la psiche e il corpo

Un valido supporto per disturbi di origine psicologica, come attacchi d’ansia e insonnia, ma anche psicosomatica, come colite e mal di testa, e muscolo-tensiva, come dolore cervicale e mal di schiena, oltre che un aiuto nel controllo dello stress e nella gestione delle emozioni

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Che cos’è il training autogeno

È una tecnica di rilassamento e di gestione dello stress che agisce sia a livello di funzioni corporee che di unità psicosomatica nel suo insieme.
Non è una pratica psicoterapeutica, né un'ipnosi, ma un metodo di
apprendimento in cui la persona svolge un ruolo attivo di controllo e di auto-normalizzazione, anche una volta che il ciclo terapeutico è terminato.

Il ruolo dello stress

Nella giusta misura, lo stress è un fattore positivo e una risposta funzionale a certi compiti che dobbiamo svolgere. Talvolta però il meccanismo di autoregolazione che governa questo livello di tensione si altera, portandoci ad avere difficoltà nel raggiungere uno stato di rilassamento mentale e fisico. In questi casi lo stress diventa un fattore di rischio.

Quando lo stress diventa un fattore di rischio

Può accadere che gli stimoli siano troppo intensi e/o prolungati nel tempo, che il periodo di recupero tra una reazione da stress e l'altra non sia sufficiente, o che la normale e fisiologica risposta da stato di tensione risulti impedita da "regole sociali". Succede anche che segnali di allarme di lieve entità non vengano avvertiti – si pensi per esempio alle persone con ruoli manageriali abituate a gestire elevati livelli di stress -, provocando però nel lungo termine problemi anche molto seri.

In tutti questi casi, lo stress può contribuire a causare una serie di problemi tra cui:

- alti livelli di colesterolo che si depositano sulle pareti dei vasi sanguigni

- effetti negativi sull'apparato cardio-vascolare

- insicurezza e nervosismo che stimolano stomaco e intestino

- disturbi sessuali

- riduzione drastica delle difese immunitarie

Una falsa idea di rilassamento

In tutti noi è presente la consapevolezza che dobbiamo concedere al nostro corpo e alla nostra mente delle aree di rilassamento, spesso però affrontiamo questa necessità in modo sbagliato, con un atteggiamento impositivo, come se il rilassamento potesse essere determinato da un atto di volontà. In questo modo, il “devo rilassarmi” spesso sfocia in ulteriore ansia e senso di impotenza. In realtà, non è possibile incidere su funzioni neurofisiologiche con un comando o la forza di volontà.

Il metodo

Il metodo utilizzato si basa sul principio dell’ideoplasia, ovvero la capacità del nostro organismo di provocare un cambiamento fisiologico concentrandosi su una determinata immagine – si pensi per esempio a quello che accade quando pensiamo a qualcosa da mangiare e ci viene l’acquolina in bocca.
Al contrario dell’opinione comune che ascrive il rilassamento a uno stato generico di abbandono e perdita di controllo, è importante che la persona acquisisca l’idea del rilassamento come controllo ulteriore della propria mente e del proprio corpo.
L’atteggiamento evocato è quello del “lasciare accadere”, ovvero la creazione di uno stato di concentrazione passiva in cui il paziente si focalizza sull’idea del rilascio muscolare ma senza fare nulla per ottenerlo.
L’obiettivo del training autogeno è mettere in grado il paziente, dopo un ciclo di sedute, di applicare le tecniche di rilassamento in modo autonomo e auto-indotto senza l’aiuto dell’operatore.

Come si svolge la seduta

Si comincia con una serie di esercizi in sequenza che partono dall’immagine di una detensione a livello dei muscoli. Ci si concentra su una serie di formule che si ripetono, senza fare nulla per farle accadere.
Poi si procede con gli esercizi sul calore corporeo, andando così a incidere positivamente sulla funzionalità vascolare, e con quelli rivolti al plesso solare (pancia e stomaco).

Quando la massa corporea ha raggiunto uno stato di rilassamento e di calore, la persona può sperimentare la regolarità del battito cardiaco e del respiro, che hanno finalmente ripristinato i loro ritmi naturali.
Le sedute possono essere individuali o di gruppo. Nel primo caso la tecnica potrà essere più personalizzata, mentre nel secondo il paziente potrà avvantaggiarsi della possibilità di confrontarsi con gli altri partecipanti.

I risultati

Il training autogeno permette alla persona di riacquisire il controllo delle funzioni fisiologiche di base, cioè detensione muscolare, regolarizzazione termica, normalizzazione del ritmo cardiaco e respiratorio, rilassamento dell'area addominale.

Consente inoltre di rilassarsi e di riposare in senso profondo, sperimentando uno stato di benessere della mente e un ritorno molto positivo delle sensazioni che arrivano dal proprio corpo.
Un altro fattore importante è inoltre il recupero della fiducia psicocorporea, cioè la consapevolezza di avere un maggiore controllo su tutto il proprio essere.

Quando ricorrere al training autogeno

Il training autogeno si applica in tutte quelle situazioni in cui sono presenti sintomi psicologici (ansia, insonnia), psicosomatici (colite, mal di testa, dolori non ben identificati), dolori muscolo-tensivi (dolore cervicale, lombalgia/mal di schiena).
Molto utile può rivelarsi in caso di malattie organiche che possono essere esasperate dallo stress, come per esempio le malattie cardiache.

Oltre che per le situazioni problematiche, il training autogeno costituisce una buona pratica di vita
anche nell’individuo sano ed è molto indicato in tutte le situazioni in cui la tensione muscolare influisce sulle performance, come lo
sport e il parto.

Rappresenta inoltre una forma di prevenzione nei casi di adolescenti affetti da eccesso di ansia nello studio o da mancanza di concentrazione. 

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