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PSICOLOGIA

Partorire in casa e nascita Lotus

Il parto non violento con distacco naturale del cordone ombelicale porta al bambino numerosi benefici, dai riflessi positivi sulla psiche a un sistema immunitario più forte. Il racconto di chi lo ha vissuto

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Essendo abituata ad applicare e a insegnare l'ipnosi e l'auto ipnosi come metodo terapeutico per i miei pazienti, la prima volta che ho partorito mi è sembrato naturale utilizzare l'auto ipnosi anche su di me al momento del parto, con esiti molto positivi.

Per la mia seconda gravidanza ho voluto sperimentare  anche un'altra via, quella della comprensione e della profonda consapevolezza che deriva dall'ascolto e dalla piena accettazione dei ritmi naturali.

 

Ho scelto così di provare il parto in casa e la nascita Lotus. Inventato dall'ostetrica balinese Ibu Robin, il metodo Lotus ( http://www.lotusbirth.it ) persegue il principio della nascita non violenta: il cordone, con la sua placenta, viene lasciato attaccato al bambino finché non si stacca da solo, il che avviene tra il secondo e il decimo giorno di vita del piccolo. Nel frattempo, dopo che tutto il sangue placentare è passato al neonato, la placenta attaccata al cordone viene lavata, drenata della parte liquida (per esempio mettendola in uno scolapasta), essiccata con del sale e profumata con aromi, come per esempio la cannella, e quindi riposta in un sacchetto di stoffa che accompagnerà il bambino nei sui primi giorni di vita. Osservando qualche cautela, questo piccolo fagotto non intralcerà la vita della mamma e del piccolo, che potrà ugualmente essere allattato, cambiato, lavato, portato fuori.

Dopo il distacco naturale, la placenta può essere ancora una grande fonte per la mamma. Per essere utilizzata deve essere messa in acqua (re-idratata), cotta a vapore, asciugata tagliata a fette sottili e infine fatta essiccare. Una volta cotta la si macina per farla diventare una polvere, si mette in capsule ottenendone così un rimedio naturale utile come ricostituente, come coadiuvante contro la depressione post partum e per varie affezioni della madre e del bambino. Se la cosa vi sembra strana, considerate che in realtà è un processo molto naturale, tanto è vero che molti animali si cibano della placenta subito dopo il parto.

 

Perché fare tutto ciò?

Per quanto riguarda il parto in casa, si evitano tutti i disagi e spesso i traumi che derivano dall'ambiente ospedaliero. A casa si possono seguire i propri ritmi e se la dilatazione non procede si può aspettare.

Lasciare il cordone attaccato, come prevede la nascita Lotus, permette poi di trasferire al bambino tutto il sangue placentare e i suoi principi nutritivi, molto importanti per il sistema immunitario.

Si restituisce inoltre naturalità e gradualità  al parto, un processo molto traumatico per i piccoli: placenta e bambino si distaccano spontaneamente quando è terminato il loro legame naturale e la placenta ha finito di passare tutti i principi nutritivi. Il sistema respiratorio e gli altri organi hanno così il tempo di stabilizzarsi, con riflessi positivi anche sulla psiche e sulla sfera affettiva e relazionale del nuovo nato.

Un altro vantaggio è che il cordone non deve essere disinfettato perché non c'è il rischio di infezioni, al contrario di quando viene reciso artificialmente subito dopo la nascita.

 

Sì, ma come è andata?

Fin dall'inizio ho affrontando la gravidanza con molta consapevolezza e responsabilità, curando in particolar modo l'alimentazione. Poiché nella prima gravidanza avevo avuto un principio di pre-eclampsia, ho seguito una dieta che non mi facesse alzare la pressione, mangiando pochissima carne ed eliminando i carboidrati da farina bianca, lo zucchero e il riso, per il suo indice glicemico molto alto.

Ho scelto poi le due ostetriche che mi avrebbero seguito durante il parto, facendo con loro diverse visite e dando il tempo perché si instaurasse tra noi un legame di empatia e fiducia.

Le prime contrazioni sono iniziate intorno alle 5 di mattina. Quando hanno iniziato a essere regolari, le ostetriche mi hanno raggiunto e la famiglia ha potuto continuare la sua vita normale: il mio primogenito è andato a scuola e mentre mio marito è rimasto con me.

Nell'ambiente si respirava la massima armonia; in salotto, la stanza dove il bimbo è nato, avevamo acceso delle candele e io indossavo una camicia da notte personalizzata con alcune frasi che mi avevano scritto le mie amiche.

Dopo la nascita, avvenuta alle 3 di pomeriggio, abbiamo atteso l'espulsione naturale della placenta, senza ossitocina.

 

Come partorire in casa

Per accedere al servizio, consiglio di rivolgersi alla propria Asl di competenza, perché non tutte le aziende sanitarie locali gestiscono il parto in casa allo stesso modo. In linea generale, ci si può avvalere del servizio pubblico o dell'assistenza privata. In quest'ultimo caso, l'Asl rimborsa buona parte delle spese.