Organi interni

OMEOPATIA

Stop pipì a letto con agopuntura e omeopatia

La storia di Mattia, un bambino coraggioso di 10 anni che in 5 mesi è riuscito a risolvere il problema dell’enuresi grazie a una grande determinazione e all’aiuto della mamma

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Enuresi, una patologia complessa e delicata

Con enuresi si intende più propriamente l’enuresi notturna, cioè l’incontinenza manifestata di notte dal bambino che, per età, dovrebbe già avere acquisito il completo controllo degli sfinteri, cosa che avviene normalmente intorno ai 5 anni, prima dell’età scolare.

Le cause possono essere fisiologiche, dovute cioè a una disfunzione anatomica, oppure psicologiche. Nel primo caso si definiscono cause primarie, nell’altro secondarie. Accade però che le une e le altre si influenzino vicendevolmente rendendo spesso difficile una distinzione netta.

L’enuresi è una patologia molto difficile da curare e molto seccante per bambini e genitori, sia per le implicazioni emotive molto delicate che comporta per il bambino, sia per la gestione quotidiana, che prevede di tenere un diario minzionale in cui si registra la quantità dei liquidi introdotti e di quelli espulsi, di pesare il pannolino, di svegliare il bambino di notte per farlo andare in bagno.

In questo articolo racconterò il caso un bambino affetto da enuresi che mi è capitato di seguire e che si è risolto con successo. Un ruolo determinante ha svolto la grande collaborazione manifestata sia dal paziente che dalla sua mamma.

 

Un problema non risolto

Mattia, 10 anni, soffriva di enuresi da 3. Prima di venire da me era stato in terapia da un nefrologo che aveva cercato di curare il disturbo con il farmaco comunemente utilizzato in questi casi dalla medicina tradizionale, il Minirin (il principio attivo è la desmopressina), che agisce sul muscolo inducendo la vescica a trattenere i liquidi.

La mamma di Mattia non era però d’accordo di utilizzare questo farmaco, preferendo metodi più naturali. Il medico suggerì così di sottoporsi ad alcune sedute di agopuntura.

 

Un bambino molto determinato

Molto maturo per la sua età, Mattia si dimostrò subito molto determinato e deciso a risolvere il problema, manifestandomi anche una certa urgenza per il fatto che, dopo qualche mese, avrebbe dovuto partecipare a un campeggio estivo e l’idea di presentarsi ai suoi amici con il pannolone non gli andava proprio giù. La paura di essere preso in giro dagli altri bambini era superiore anche a quella per gli aghi.

 

La terapia

Abbiamo iniziato il ciclo di agopuntura in febbraio, associandovi un rimedio omeopatico, la Plantago, una pianta che vive nelle paludi in mezzo all’acqua (ricordate il principio base dell’omeopatia? Curare utilizzando le sostanze in grado di provocare i disturbi più simili a quelli riscontrati dal paziente).

La mia terapia è consistita nel lavorare sul meridiano della vescica e nel fare agire gli aghi sulla regolazione dei liquidi, ma soprattutto mi sono concentrata sulla parte psichica, lavorando sull’autostima anche attraverso il dialogo con il bambino durante le sedute.

 

I risultati

Nel frattempo Mattia di notte portava il pannolone. Con la mamma ci mettemmo d’accordo di non somministrargli liquidi prima di dormire, ma, per tutelare il riposo di tutta la famiglia, di non svegliarlo per fare pipì durante la notte. Al mattino la mamma pesava il pannolino per misurare la quantità di liquidi.

La situazione è continuata invariata fino a maggio, quando Mattia ha iniziato ad alternare pannolino bagnato e asciutto. In luglio aveva smesso completamente di farsi la pipì addosso e così ha continuato.