Organi interni

OMEOPATIA

Ripulire il corpo dalle tossine

Drenaggio omotossicologico: la terapia depurante che libera l’organismo intossicato da un eccesso di farmaci o da stili di vita scorretti, rendendolo più ricettivo al percorso di cura

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Che cos’è il drenaggio omotossicologico

Il drenaggio omotossicologico è una terapia depurante omeopatica che viene intrapresa con l’obiettivo di ripulire e scaricare un organismo intossicato da cicli di cura lunghi e farmacologicamente pesanti, ma anche da un’alimentazione o stili di vita scorretti.

In omeopatia esistono due tipi di drenaggio: quello connettivale, che si rivolge al tessuto connettivo, cioè il tessuto di sostegno che funge da trama tra una cellula e l’altra, e quello emuntoriale che riguarda gli emuntori, cioè apparato gastroenterico, urinario, respiratorio, tegumentario (la pelle), circolatorio. I due tipi di drenaggi si fanno insieme.

 

Quando è necessario

Spesso il drenaggio serve per preparare il corpo a ricevere una specifica terapia e a evitare un aggravio sintomatologico della patologia a causa di un’eccessiva intossicazione.

Capita infatti che il tessuto connettivo o gli organi emuntori si ritrovino a essere eccessivamente ingolfati dalla presenza di precedenti sostanze tossiche.

Prima di iniziare una terapia mirata omeopatica e/o omotossicolgica è dunque estremamente necessario intraprendere uno studio emuntoriale e connettivale per preparare il cammino a un’adeguata, corretta, ma soprattutto non aggravante eliminazione delle tossine dall’organismo.

La terapia depurativa da intraprendere in fase cronica è diversa da quella necessaria in fase acuta, poiché in quest’ultima si potrà avere un ingolfamento connettivale, ma non tanto da creare una sofferenza cellulare, il tessuto connettivo cioè non sarà così intriso di liquido da premere sulle cellule.

 

La diagnosi

È necessario accertarsi dello stato di salute degli emuntori e del connettivo. Lo stato degli emuntori può essere esaminato anche con una buona anamnesi, lo studio del connettivo invece è più complesso, in quanto il paziente non potrà mai riferire una sofferenza connettivale così come può fare invece con uno degli emuntori.

Dovrà essere il medico a capire se esiste sofferenza connettivale, compresa la funzione di  scambio nutrizionale, cioè lo scambio di elettroliti (sodio, potassio, calcio) tra interno ed esterno della cellula che dovrebbe avvenire in una situazione di normalità e che invece risulta limitata quando c’è una ritenzione.

 

Rimedi

Esistono diversi farmaci omotossicologici per il drenaggio sia emuntoriale che connettivale.

Il drenaggio del connettivo dovrà effettuarsi con farmaci diversi in relazione alla natura acuta o cronica della fase omotossica presente. Tra i drenanti connettivali per le fasi acute segnalo il Lymphomiyosot, indicato per edemi insorti bruscamente, per ostacoli post operatori al deflusso della linfa e, in generale, per tutte quelle situazioni acute che si accompagnano ad alterato deflusso linfatico. Per le fasi croniche, c’è invece il Vis heel, che coinvolge maggiormente il distretto linfatico: oltre ad avere un effetto attivante sul connettivo cronicamente danneggiato, permette un aumento delle difese del corpo nella fase essudativa.

Tra i drenanti emuntoriali segnalo invece il Galium, detossificante dei reni, e il Lycopodium, detossificante del fegato. Si tratta di due terapie molto utili in primavera e in autunno per preparare l’organismo rispettivamente all’estate e all’inverno, quando gli organi lavorano di più. Il Galium, in modo meno specifico, può essere usato anche come drenante connettivale.