Organi interni

OSTEOPATIA

Diaframma toracico, perché dobbiamo averne cura

Al cattivo funzionamento del diaframma sono legate numerose patologie, come il mal di schiena. Con alcuni semplici esercizi possiamo però aiutarlo a funzionare più correttamente

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Spesso noi non ci pensiamo, ma il diaframma toracico ricopre un ruolo centrale nella nostra salute. Al suo mal funzionamento possono risalire numerose patologie. Riuscire a governare il diaframma e a ricondurlo alla sua corretta funzionalità può aiutare a risolvere molti disturbi o comunque contribuire alla loro guarigione.

Come? In alcuni casi il trattamento manuale è indispensabile, ma possono dare grande giovamento anche semplici esercizi di respirazione che ognuno può fare a casa propria in assoluta autonomia (descrizione a fine articolo).

 

Prima, soffermiamoci a spiegare che cosa è il diaframma e a che cosa serve.

 

Diaframma toracico: che cos’è

È una struttura muscolo tendinea a forma di cupola che separa il torace dalla cavità addominale. È il principale muscolo respiratorio. Durante l’inspirazione si contrae, si abbassa ed eleva le ultime coste; si amplia così la cavità toracica e aumenta la pressione addominale. Durante l’espirazione di rilassa e torna verso l’alto. Il diaframma toracico è inoltre collegato a molte altre parti del nostro corpo e alle patologie che le possono interessare, vediamole.

 

Postura e mal di schiena

Il diaframma si inserisce su vertebre, coste e sterno, di conseguenza riveste grande importanza dal punto di vista posturale.

Si osserva infatti abbastanza spesso un'iperestensione del tratto lombare alto in soggetti con una respirazione di tipo alto per le trazioni continue verso la parte anteriore trasmesse dai pilastri (muscoli) del diaframma sugli attacchi lombari. Viceversa, in persone con diaframma basso, per esempio in soggetti con una grossa ptosi addominale (cioè l’abbassamento di un organo dalla sua sede normale), si osserva una perdita delle curve fisiologiche associate a un’accentuazione della lordosi lombare bassa (cioè della curva lombare verso la parte anteriore).

 

Sistema circolatorio e nervoso

Il diaframma è coinvolto nella dinamica circolatoria, linfatica e del sistema neurovegetativo. Possiede infatti nella sua porzione centrale tendinea vari fori in cui passano grandi vasi come l’aorta e la vena cava, vasi linfatici e alcuni nervi come il vago.

 

Psiche

Il diaframma riveste una grande importanza anche sul piano emozionale. Non è un caso che per definire un grosso stress emotivo si usano spesso frasi come "mi è mancato il respiro", oppure "ho ricevuto un pugno nello stomaco". Gli shock emotivi, così come quelli fisici, condizionano inevitabilmente questa struttura e possono essere memorizzati dai tessuti.

 

Digestione e organi interni

Da non dimenticare l'importanza del diaframma sulla meccanica sulla digestione: il suo movimento continuo durante gli atti respiratori lo rende simile ad una pompa che facilita la peristalsi di tutti gli organi sotto-diaframmatici (in particolare stomaco e intestino).

Su di esso si appoggiano inoltre polmoni e cuore, mentre sotto si trovano fegato, stomaco, milza, pancreas, reni e surreni.

 

L’attenzione dell’osteopatia

Per questi collegamenti anatomici e funzionali fondamentali che abbiamo descritto, l’osteopatia pone grande attenzione alla valutazione e al trattamento del diaframma. Attraverso manovre manuali, l’osteopata punta alla riarmonizzazione di questa struttura con il resto del corpo e con gli altri diaframmi, ovvero tutte le strutture orizzontali del corpo, le cui più importanti sono tre: diaframma cranico (tentorio del cervelletto), toracico e pelvico. Armonizzare i tre diaframmi significa dare omeostasi, cioè stabilità, al sistema.

Andrew Taylor Still, padre dell’osteopatia, descrivendo il diaframma toracico disse: ‘Per mezzo mio vivete e per mezzo mio morite. Nelle mani ho potere di vita e morte, imparate a conoscermi e siate sereni’.

 

Gli esercizi

Esistono numerosi esercizi che possono essere fatti in autonomia per usare correttamente il diaframma, detenderlo e ottenere così benefici sia fisici che psicologici, come rilassamento e diminuzione dell’ansia. Ne descriverò ora uno dei più semplici, ma iniziamo prima con un test.

 

Test: come respiro?

Sdraiatevi supini con le gambe piegate, rilassate tutto il corpo e cominciate a respirare con una mano posta sul torace e una sulla pancia. Quale si muove di più?

Se la risposta è “quella sul petto” allora non state usando correttamente il diaframma, vediamo come fare.  

 

Esercizio per il respiro diaframmatico

Nella stessa posizione del test, sdraiati a gambe flesse con una mano sulla pancia e l'altra sul torace per prendere coscienza del movimento respiratorio, cercate di inspirare con il naso gonfiando la pancia e poi espirate con la bocca aperta, sgonfiando la pancia. In entrambe le fasi della respirazione il petto deve rimanere fermo! L'aria deve uscire dalla bocca in maniera naturale, a bocca socchiusa con le labbra rilassate.

Sono respiri molto profondi, quindi può succedere che giri leggermente la testa, in questo caso non preoccupatevi, fermatevi un attimo, fate alcuni respiri più “superficiali” e ricominciate.

 

Esistono molte tecniche per rieducare il diaframma, ma almeno inizialmente è utile essere affiancati da un fisioterapista che vi saprà consigliare quali esercizi siano più adatti a voi e in che modo eseguirli correttamente.

 

Il respiro è vita!

 

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