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OSTEOPATIA

Come curare un dolore alla gamba risalendo all’origine del disturbo

Individuare il movimento scorretto che causa sofferenza e agire sullo squilibrio che ne deriva: un caso di trattamento osteopatico applicato con successo

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Accade spesso che i disturbi a carico dell’apparato muscolare e osteo-articolare siano da attribuire a un trauma. Non sempre tuttavia questo trauma è chiaramente individuabile e riferibile a un episodio preciso. Talvolta si tratta di un movimento scorretto reiterato nel tempo le cui conseguenze diventano molto simili a quelle di un trauma vero e proprio.

 

È questo il caso di un mio paziente, Riccardo (nome di fantasia), 26 anni. Laureato, quando venne a mio consulto frequentava da un anno e mezzo l’Accademia militare. Fin dall’inizio del suo nuovo corso di studi, aveva cominciato ad accusare un dolore sempre più invalidante all’anca sinistra che gli impediva di flettere la gamba, limitandolo notevolmente in alcune attività fondamentali della vita di tutti i giorni come correre e fare le scale.

Al disagio quotidiano per la perdita di funzionalità, si univa la preoccupazione di compromettere il corso all’Accademia per inabilità fisica.

 

In precedenza si era sottoposto a una serie di accertamenti come visite neurologiche, fisiatriche, ortopediche, oltre a diverse terapie, come Tecar, infiltrazioni, chiropratica, massaggi, ginnastica. Ciò nonostante, il disturbo permaneva.

 

Dopo un’attenta valutazione generale, riscontrai un disassamento della branca pubica nella parte sinistra, ovvero della connessione anteriore del bacino.

Si presentava cioè uno squilibrio in quel segmento corporeo costituito dall’osso sacro, collocato nella parte posteriore del bacino, da cui partono lateralmente le ossa ischio-iliache per poi congiungersi anteriormente nel pube. Il fatto che queste due parti non fossero allineate provocava i limiti di funzionalità alla gamba.

 

Il paziente non ricordava di avere subito nessun incidente o trauma particolare, ma dal suo racconto dedussi che il disturbo fosse da attribuire all’intensa attività di preparazione fisica cui la formazione militare lo costringeva e, in modo particolare, all’atto del marciare, che il paziente compiva necessariamente in modo ripetitivo, ma anche, per sua stessa ammissione, in modo molto rigido, causando una sorta di trauma al bacino.

 

Il mio intervento si concentrò pertanto sulla connessione anteriore del bacino, il fulcro che portava a una condizione di disequilibrio tutto il segmento, e in un’azione di riequilibrio muscolare e fasciale di tutta l’area.

 

Nel giro di poche sedute di trattamento osteopatico, Riccardo riscontrò un importante miglioramento del dolore alla gamba e, conseguentemente, del proprio stato emotivo, decisamente risollevato nel vedere ripristinarsi la normale funzionalità del proprio corpo.

 

Dopo pochi mesi il recupero fu completo e gli permise di riprendere a pieno regime sia la vita normale che le attività richieste dall’Accademia.

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