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25-04-20

Va bene lo smart-working, ma attenzione alla schiena

Esserci ritrovati da un giorno all’altro a improvvisare un ufficio da casa può farci trascurare alcune misure che invece sono fondamentali per la salute della nostra schiena

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Il mondo è cambiato, incredibilmente, in pochi giorni. Nessuno avrebbe potuto immaginare di trovarsi, da un giorno all’altro, proiettato in una realtà parallela degna di un set cinematografico. Eppure non c’è voluto molto perché lo spirito di adattamento cambiasse radicalmente le nostre abitudini. Ci siamo riprogrammati e credo che nessun termine si adatti meglio a descrivere un cambiamento tanto veloce quanto lo sarebbe scrivere un algoritmo sul monitor del pc, in un’epoca in cui l’informatizzazione permette a molti di sopravvivere nella ciclicità quotidiana e ad altrettanti di continuare a lavorare. A tal proposito sono tante le aziende ad aver adottato o incrementato la soluzione dello smart-working, tanto proficuo in una vita ordinaria quanto potenzialmente deleterio nella routine quotidiana. Di questo vorrei parlare.

Il corpo umano soffre la sedentarietà. La posizione seduta fa malissimo al corpo umano per due ragioni. La prima è, banalmente, la staticità che penalizza lo svolgersi delle normali funzioni fisiologiche che sono alla base del metabolismo, favorendo l’insorgere di situazioni infiammatorie per limitato scambio di nutrienti a livello dei tessuti. La seconda è posturale. La posizione seduta induce il bacino alla retroversione, ovvero ad una rotazione su asse trasversale che coinvolge l’osso sacro portando il coccige verso l’avanti. Proprio da qui inizia il collasso (termine appropriato) di un sistema di archi che caratterizza la colonna vertebrale e che hanno un ruolo biomeccanico di basilare importanza per il corretto funzionamento di innumerevoli sistemi fisiologici nell’organismo.

Ecco cosa succede ad esempio alla colonna vertebrale.

Uno studio di Nachesmon del 1966 ha descritto la correlazione tra posizione del corpo e pressioni intradiscali e sono tuttora attuali le misurazioni eseguite, in vivo, sulla terza vertebra lombare.

 (Hochschild, “Apparato locomotore - anatomia e funzioni”, EdiErmes, 2005.)

 

Già da questi calcoli si capisce perché tante persone che svolgono mestieri sedentari soffrano di patologie discali come ernie e protrusioni.

 

Come se non bastasse la retroversione del bacino produce una rettilineizzazione dell’arco lombare (detto lordosi) che aumenta ulteriormente il carico pressorio e dilata lo spazio intradiscale posteriore favorendo la fuoriuscita del nucleo che, col tempo, potrebbe erniare.


 (Hochschild, “Apparato locomotore - anatomia e funzioni”, EdiErmes, 2005.)

Risolvere patologie discali può non essere semplice e in caso di sintomi dolorosi è bene rivolgersi al medico ed intervenire tempestivamente con trattamenti osteopatici e fisioterapici, prima che la situazione si complichi. Il mio consiglio è però di prevenire l’insorgere del problema facendo attenzione alla postura che si tiene quando si sta seduti:

- Una poltrona da ufficio ergonomica con braccioli ed un buon sostegno lombare è da privilegiare a sedie classiche con schienale dritto

- E’ importante percepire il peso del tronco scaricarsi sugli ischi (la parte ossea del bacino palpabile ai lati della cavità anale), questo indica che il bacino si trova in posizione corretta

- Occorre portare il sedere il più vicino possibile allo schienale per sfruttare l’appoggio lombare

- E’ importante alzarsi in piedi ogni 30 minuti per almeno 5 minuti e camminare per favorire l’idratazione dei dischi intervertebrali

L’esercizio fisico ovviamente è sempre una buona abitudine, ma difficile da eseguire in un periodo in cui i centri sportivi non sono accessibili e la quotidianità non ci impone orari scanditi. E’ bene quindi imporsi almeno mezz’ora al giorno di attività leggera, più facile se a orari prestabiliti, senza improvvisare esercizi che non si conoscono.

 

Dott. Federico Mazzoni

Fisioterapista - Osteopata D.O

[1,2,3] Hochschild, “Apparato locomotore - anatomia e funzioni”, EdiErmes, 2005.

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  • Federico Mazzoni Federico Mazzoni
    Ruolo attuale Osteopata e fisioterapista presso il Centro Salus. Esperienze professionali Durante il corso di laurea in fisioterapia presso l'ospedale di…