Terapie strumentali

Tecar®

La Tecarterapia® (detta anche Tecar® o Human Tecar®) è uno strumento terapeutico e riabilitativo che consente lo spostamento di energia biocompatibile direttamente all’interno dei tessuti biologici, ottenendo il ripristino della normale condizione fisiologica dei tessuti e attivando i naturali processi antidolorifici, riparativi e antiinfiammatori.

Partendo dalla constatazione che ogni patologia osteo-articolare e dei tessuti molli rallenta e modifica i processi biologici che stanno alla base della riparazione del danno subito, la Tecarterapia® sfrutta lo spostamento delle cariche elettriche già presenti all’interno del corpo umano per produrre una “ipertermia endogena”, ovvero un aumento della temperatura direttamente all’interno dei tessuti. All’aumento della temperatura così ottenuto corrispondono diversi possibili effetti biologici, tra i quali la riduzione della sintomatologia dolorosa, il miglioramento dell’elasticità e della mobilità a livello muscolare e articolare, un aumento dell’afflusso di sangue anche in profondità, un miglioramento della circolazione linfatica.

Grazie alla possibilità di agire direttamente all’interno dei tessuti del nostro corpo, senza quindi la dispersione di energia e di calore che rappresenta il principale limite di molte altre forme di terapia fisica, la Tecarterapia® si configura come una delle terapie a più alto indice di efficienza, con tempi di trattamento ridotti e risultati rapidi e stabili.

In termini pratici, una seduta di Tecarterapia® consiste in un trattamento manuale molto simile al massaggio, quindi particolarmente piacevole e rilassante, a cui si accompagna generalmente una sensazione di calore di entità variabile in base all’effetto desiderato. La durata complessiva di ogni seduta è di circa 30 minuti, per un numero di sedute generalmente variabile da 5 a 10. 

Le indicazioni alla Tecarterapia® sono numerose. Fra le patologie o le condizioni nelle quali si sono ottenuti i risultati migliori vi sono le lesioni traumatiche di tipo acuto, i postumi di fratture, i deficit articolari, l'epicondilite, la sindrome della cuffia dei rotatori, la tendinite rotulea, la cisti di Baker, la fascite plantare, la metatarsalgia, la tendinite dell'achilleo, la gonartrosi, la rizoartrosi, la coxartrosi e le coxalgie, la cervicalgia e la cervicobrachialgia, la lombosciatalgia, la sindrome del tunnel carpale, le artropatie da patologie autoimmuni.