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OSTEOPATIA

Quando l’intestino è causa di dolore ai polsi

Il caso di Giovanna dimostra come talvolta il dolore di una determinata parte del corpo sia in realtà il campanello di allarme di un altro disturbo in apparenza estraneo al primo

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Non sempre un disturbo è quello che sembra: nella pratica osteopatica accade spesso di incontrare questo tipo di situazione.

Prendiamo come esempio il caso di una mia paziente, una signora di circa quarant’anni che qui chiamerò convenzionalmente Giovanna.

Giovanna si era rivolta a me perché lamentava da diverso tempo un dolore bilaterale crescente ai polsi. Era preoccupata perché temeva che ti trattasse di una patologia reumatica.  Se non fosse stata già mia paziente abituale per altri tipi di disturbi, probabilmente non avrebbe preso in considerazione l’ipotesi di tentare una soluzione col trattamento osteopatico, ma si sarebbe recata direttamente dal medico di base per richiedere gli esami del sangue, cosa che comunque si era già dichiarata intenzionata a fare.

 

In realtà, già a un primo esame, mi parve evidente che non poteva trattansi di una patologia a carico delle articolazioni né tantomeno di reumatismi, in quanto non comparivano i sintomi tipici in quei casi, come rossore, calore, gonfiore, funzionalità limitata.

 

Il punto dolorante di entrambi i polsi corrispondeva piuttosto al meridiano che secondo la medicina cinese governa l'intestino. La paziente infatti mi riferì di soffrire di intestino pigro e negli ultimi tempi di una crescente stitichezza dovuta a uno stile di vita molto stressante.

 

Apro qui una breve parentesi: i meridiani sono una serie di percorsi energetici che attraversano tutto il nostro corpo toccando e influenzando il funzionamento di organi e visceri. I meridiani e i punti di energia che si trovano lungo di essi rappresentano uno degli elementi cardine della medicina cinese e dell’agopuntura, oltre che dell’osteopatia.

Se uno degli organi che si trovano in corrispondenza di un determinato meridiano è in sofferenza, può provocare un blocco nel flusso di energia, influenzando anche gli altri segmenti corporei che sono lungo quel meridiano.

Per esempio, se mi faccio male al malleolo tibiale, può accadere che ne possa risentire il rene, collocato lungo il medesimo meridiano. Oppure, ritornando all’intestino, in caso di virus intestinale, occorrerà sbloccare il suo meridiano corrispondente per evitare che eventuali situazioni di sofferenza possano comparire in altre parti.

 

Ma ritorniamo a Giovanna. Accertata la diagnosi, il mio intervento consistette in un lavoro meccanico e fasciale (che agisce cioè sulla cosiddetta fascia, una sorta di guaina che avvolge il nostro corpo e sotto la quale scorrono i meridiani) finalizzato a eliminare ogni restrizione, a ricreare scorrevolezza e di conseguenza a migliorare la funzione dell’organo.

 

Consigliai poi alla paziente di adottare uno stile di alimentazione che favorisse il transito intestinale, ovvero di introdurre alimenti ricchi di fibre, eliminare i grassi animali, bere molta acqua e fare movimento.

Come aiuto ulteriore, suggerii inoltre di assumere per circa un mese un integratore naturale a base di erbe e sostanze vegetali.

 

Dopo una sola seduta osteopatica e circa dieci giorni di questo nuovo stile di vita, il corretto funzionamento intestinale iniziò a ripristinarsi e il dolore ai polsi ad attenuarsi fino alla completa scomparsa.