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OSTEOPATIA

Dolore inguinale: alla ricerca della vera origine

Il racconto del paziente è decisivo per tracciare un’anamnesi precisa e la diagnosi osteopatica che ne deriva: il caso di Angelica

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Tutti noi siamo portati ad applicare i modelli di giudizio che in passato abbiamo già sperimentato come efficaci anche ad altre situazioni apparentemente simili. Un metodo che spesso funziona, ma che talvolta ci porta a commettere degli errori. Questa cosa accade anche in medicina.

 

Angelica ha 13 anni e lamenta un dolore nella zona inguinale destra da 15-16 mesi.

È già stata visitata dagli specialisti di due centri ortopedici italiani di eccellenza e si è sottoposta a una serie di esami, tra cui la risonanza.

La diagnosi che ne riporta è di un processo infiammatorio dovuto molto probabilmente a fattori ereditari. L’ipotesi della familiarità deriva dal fatto che il padre è stato operato di protesi all’anca, mentre la cugina è affetta da artrite reumatoide.

 

Vedremo dal mio racconto come il fattore ereditario si sia dimostrato in realtà un pregiudizio che ha portato a trascurare il dato clinico più evidente. Il problema infatti era di origine traumatica e molto più banale.

 

Alla visita mi accorgo infatti che c’è un problema meccanico di cinetica e di disassamento che provoca un blocco dell’emibacino destro.

Parallelamente, dall’anamnesi emerge che poco tempo prima che insorgessero i dolori Angelica era caduta da cavallo battendo il bacino.

 

Ho proceduto quindi a sbloccare l’articolazione e a riequilibrare il bacino. In particolare, il trattamento è consistito nel riequilibrio della sacroiliaca destra, nella decontrattura del muscolo iliaco e del gluteo destro, nello sblocco del legamento sacrotuberoso destro, uno dei legamenti dell’articolazione sacroiliaca.

 

Dopo due sedute l’articolazione ha ripreso la sua naturale funzionalità, portando alla scomparsa dei dolori.